sabato 11 dicembre 2010
lunedì 23 marzo 2009
Personaggio della Settimana: Chun-Li
Nome: Chun-Li
Genere: Essere Umano
Sesso: F
Professione: Agente speciale Interpol
Giochi principali nel quale compare: Street Fighter II: World Warrior (1991), Street Fighter Alpha (1995), Street Fighter 3 Third Strike (1999), Street Fighter IV(2009).
Segni particolari: Veste con abiti chinesi molto sgargianti, è un’agenete dell’interpol che partecipa al torneo di street fighter per vendicare la morte di suo padre (ucciso da Mr Bison/Vega)
Nei piacchiauduro, si sa, non c’è tempo per gli approfondimenti psicologici e per le storie personali. Tutto quello che concerne la trama e la narrazione (per così dire) tradizionale è relegato a semplicissime scenette alla fine (e in rari casi all’inizio) della partita. Un personaggio di questo giochi non ha altro modo di “esprimersi” se non attraverso la sua fisicità e i suoi movimenti. Il suo aspetto, le mosse fa e le botte che dà sono gli unici elementi con cui possiamo identificarlo inquadrarlo e analizzarlo.
Possiamo si sapere le motivazioni che spingono Chun Li a partecipare ad un torneo di arti marziali internazionale ma è principalmente lei sullo schermo che ci colpisce, non la sua storia.
Non solo stupisce il fatto che sia l’unica donna in un cast prettamente maschile ma anche che sia in grado di competere con tutti loro.
Prima dell’avvento di Lara Croft, Chun li è forse la prima vera eroina dei videogiochi su larga scala, capace di tenere testa e battere qualsiasi avversario maschio le si pari davanti. Essendo donna non punta ovviamente sulla forza bruta ma sulla velocità e l’agilità. Sappiamo che è una donna forte decisa, forse anche un po’ superba ma anche infantile e dolce. Tutto quello che riusciamo a carpire deriva dal suo atteggiamento in combattimento e dalle pose di vittoria che fa una volta finito.
L’abbigliamento stravagante e le sue imponenti cosce fanno il resto.
domenica 15 marzo 2009
Personaggio della Settimana: Gabriel Knight
Nome: Gabriel Knight
Genere: Essere Umano
Sesso: M
Professione: Scrittore/ Cacciatore di Ombre (Shattenieger)
Giochi nel quale compare: Gabriel Knight: Sins of the Fathers (1993), Gabriel Knight 2: The Beast Within (1995), Gabriel Knight 3: Il mistero di Rennes-le-Château (1999)
Segni particolari: scrittore di romanzi horror pur essendo a mericano e vivendo a New Orleans ha radici mitteleuropee. Appartiene ad una famiglia di cacciatori di ombre (detti Shattenieger). Possiede un medaglione e un coltello entrambi d’oro, dotati di poteri mistici che allontanano le entità malvage.
Link di riferimento: http://it.wikipedia.org/wiki/Gabriel_Knight
E’ abbastanza facile notare come un personaggio come Gabriel Knight sia stato concepito e creato da una donna. La mitica Jane Jensen ha dato corpo ad un ritratto del classico “uomo visto dalle donne”. Simpatico e intelligente ma allo stesso tempo maschilista pigro e disordinato. Tutto cio in netto contrasto con la sistematica compagna/amica Grace Nakimura (alter ego della stessa Jane mi viene da pensare): topo da biblioteca, ordinata, metodica e saggia. La dove Gabriel non vuole impegnarsi perché “uomo d’azione” ci pensa lei.
Gabriel, al contrario di molti eroi dei videogiochi, non solo risulta non esente da difetti ma soprattutto non è indipendente. Non è il solito idraulico che va a salvare la principessa, è un burbero molto sicuro di se che ha bisogno di una controparte che gli faccia da supporto nelle sue imprese. Non a caso nei giochi della saga il giocatore interpreta sia i ruoli di Gabriel che di Grace, proprio per mettere in risalto questa completezza della coppia. In un certo senso la vera protagonista di questi giochi è proprio questa coppia formata da un uomo e una donna che si completano ma che non riescono a consolidare il rapporto amoroso che è in loro latente.
E’ proprio il rapporto conflittuale che hanno i due personaggi a renderli umani e non idealizzati o stilizzati come invece capita in molti videogiochi.
In effetti di designer donna non se ne vedono tanti in questo settore, e ciò è forse uno peccato.
mercoledì 17 settembre 2008
Adventure Log.......01
Tra tutti i generi dei videogiochi esistenti, le avventure grafiche (o punta e clicca) sono certo uno dei più singolari ed unici.
Hanno vissuto un’epoca d’oro verso la fine degli anni 80 fino a metà 90, dove sono cadute nell’oblio per fare spazio ai giochi prettamente action che prendevano sempre più piede grazie anche alla nuova popolarità delle console. Negli ultimi anni sembra esserci una insperata rinascita del genere, che però ormai è di nicchia e si rivolge più ai nostalgici che al grande pubblico, perdendo così, un po’ della follia e della sperimentazione delle quali si facevano portavoce.
Tuttavia le avventure grafiche vanno riscoperte ed apprezzate per quello che sono: giochi che mettono in moto la mente, la logica, puntano tutto sulla storia sui personaggi sui dialoghi sul testo, creano una precisa atmosfera e suscitano emozioni meglio di quanto possa fare qualsiasi altra tipologia di gioco elettronico.
Con questi adventure log voglio proprio parlare di quello che provo, di quello che mi succede affrontando questi giochi.
Inizia il viaggio…
lunedì 15 settembre 2008
Notte e stelle elettriche del mio domani
La notte di oggi
mi mostra stelle elettriche
il giorno di domani
mi mostra il grigio delle strade vuote
viviamo tutti
in castelli di carta
in
ogni
momento
possono
cadere
I don't want to be your friend
I just want to be your lover
No matter how it ends
No matter how it starts
Forget about your house of cards
And I'll deal mine
Forget about your house of cards
And I'll deal mine
Fall off the table,
Get swept under
Denial, denial
The infrastructure will collapse
Voltage spikes
Throw your keys in the bowl
Kiss your husband goodnight
Forget about your house of cards
And I'll deal mine
Forget about your house of cards
And I'll deal mine
Fall off the table,
And get swept under
Denial, denial
Denial, denial
Your ears should be burning
Denial, denial
Your ears should be burning
Denial, denial
mi mostra stelle elettriche
il giorno di domani
mi mostra il grigio delle strade vuote
viviamo tutti
in castelli di carta
in
ogni
momento
possono
cadere
I don't want to be your friend
I just want to be your lover
No matter how it ends
No matter how it starts
Forget about your house of cards
And I'll deal mine
Forget about your house of cards
And I'll deal mine
Fall off the table,
Get swept under
Denial, denial
The infrastructure will collapse
Voltage spikes
Throw your keys in the bowl
Kiss your husband goodnight
Forget about your house of cards
And I'll deal mine
Forget about your house of cards
And I'll deal mine
Fall off the table,
And get swept under
Denial, denial
Denial, denial
Your ears should be burning
Denial, denial
Your ears should be burning
Denial, denial
sabato 13 settembre 2008
Nascondere
Nascondere una colpa
Il Foglio bianco e l’unica frase che c’è scritta è questa:
Nascondere una colpa
Tutti noi ne nascondiamo una. Oppure abbiamo tentato di nasconderne almeno una.
Nasconderla agli altri, ma soprattutto a noi stessi. L’essere umano è un essere che sbaglia, che urta ferisce anche quando non vuole.
La natura dell’essere umano è fare del male, non importa come, non importa dove, la violenza è insita in lui, nelle sue fantasie nei suoi sogni.
Chi più chi meno si controlla, trova un equilibrio, ma nel profondo dell’animo umano c’è questa orribile natura.
Che ci sia stato un dio a darci questo animo in modo che noi estinguessimo la parte negativa o che semplicemente l’evoluzione abbia portato la nostra specie a dominare sulle altre proprio a causa di questa violenza, non ha importanza. C’è e ci dobbiamo fare i conti.
Nascondere è la cosa più semplice, l’alternativa ad affrontare frontalmente. E’ anche il modo più sicuro, visto che a combattere le proprio colpe non sempre porta ad una vittoria.
Anzi…
Sconforto
Si sconforto quando scopri che una persona a te vicina non ti sostiene più pur volendoti bene. Ti giudica come un estraneo, o forse sei tu che ti senti giudicato come un estraneo da lei anche se forse non è vero.
La colpa e tua, solo tua. Ma non sai ne il come ne il dove e nemmeno il perché. Sai solo che per colpa tua ti senti solo, sempre più solo.
E tutti sono migliori di te. Si tutti sono migliori, dovunque ti giri vedi gente ha qualcosa in più. Anni per convincerti che in fondo tutti valgono qualcosa ma non fai caso alla tua povertà.
Ti senti povero, minorato, diverso ed ancora una volta solo. Vorresti sprofondare con la faccia nel cuscino, nel fango, non respirare più, riempirti i polmoni di terra ed acqua in modo che smettano di funzionare.
Ti togli l’aria da solo. Forse l’aiuto che hai ricevuto non te lo meritavi, forse non ti meritavi niente di tutto ciò che ti è stato dato.
Si pensi che ancora puoi andare avanti, che ancora puoi farcela, perché rassegnarsi, non avrebbe senso. Si andare a vanti, ma come?
In che maniera?
venerdì 12 settembre 2008
Assimilare Spore......1
Giocare a fare il dio sembra essere un desiderio insito nell’animo umano. Non c’è persona che almeno una volta nella vita abbia sognato di avere poteri illimitati per fare quel cavolo che gli pare. Siccome i videogiochi (al pari di letteratura e cinema) sono un tentativo di materializzazione dei nostri sogni, questo bisogno di onnipotenza si è palesato attraverso diversi giochi.
Popolus di Molyneux non era certo il primo, ma è stato sicuramente uno dei più famosi: Si interpretava un dio in lotta con un collega rivale per la conquista di varie terre. Ma l’unico controllo che si possedeva era quello sulla terra stessa, che si poteva modificare per favorire i proprio fedeli.. In seguito, sempre Molyneux, ci ha offerto Black & White: anche qui il dio non creava ma interveniva su un mondo già avviato e la sua missione consisteva nell’accattivarsi i fedeli operando la classica scelta morale tra il bene e il male. Sid Meyer, attraverso calcoli e statistiche, ci ha scortato nel complesso territorio della storia umana permettendoci di gestire un’intera civiltà con i suoi Civilization. Invece il nostro amico Will Wright, prima ci ha messi nei panni di un super sindaco capace di scatenare le più svariate catastrofi naturali per “testare” la sua complessa città costruita con tanto sudore con la serie Sim City, successivamente ci ha permesso di incarnare una sorta di divinità domestica occupata a gestire una inerme famiglia al pari di un Tamagotchi con il popolarissimo the Sims.
Infine, il nostro Will, ci porta Spore: il gioco che sembra celebrare l’evoluzionismo ma invece incarna il più puro creazionismo.
Avendo carta bianca, o quasi, questa volta dobbiamo far nascere la vita, preservarla e poi creare nella più assoluta libertà (ecco perché l’evoluzionismo non centra) la forma di vita più curiosa che ci passa per la testa (e qui gli esseri di forma fallica si sprecano). Successivamente ci dobbiamo occupare del sostentamento e dei risvolti sociali con creature di altri dei come noi, site in altri pianeti presenti nei dischi rigidi di altri utenti sparsi per la rete.
Prosegue a quando avrò giocato a Spore…
mercoledì 23 aprile 2008
Batman Vs Sub Zero
C’è sempre una cosa che fa andare in brodo di giuggiole qualsiasi nerd/otaku del pianeta: Il crossover.
Mischiare personaggi, fatti ambientazioni di due universi immaginari tra di loro. Ne sono stati fatti tanti, sia in campo dei fumetti, dei cartoni animati, del cinema, e dei videogiochi.
La cosa che però da valore ad un crossover è la coerenza del rapporto dei due mondi che si incorciano. Naruto e One Piece possono fondersi in maniera anche ragionevole, come anche gli alien e i predator. Ma gli eroi DC (batman, superman, wonder woman ecc…) con quelli di Mortal Kombat (Scoprion, Sub Zero, Shang Stung, Johnny Cage…) sembra essere un po’ stramba come cosa.
Mortal Kombat Vs DC sarà essere un picchiaduro sullo stile di Mortal Kombat armageddon ma con in più la presenza dei personaggi famosi dei rispettivi universi.
Beh, daltra parte anche il famoso Capcom Vs Marvel non era proprio il massimo della coerenza, ma la serie di videogiochi in questione funzionava. Pero questa serie era prodotta da capcom, che in materia di picchiaduro è sicuramente più progredita di Midway.
Beh staremo a vedere.
Iscriviti a:
Post (Atom)

