mercoledì 23 aprile 2008
Batman Vs Sub Zero
C’è sempre una cosa che fa andare in brodo di giuggiole qualsiasi nerd/otaku del pianeta: Il crossover.
Mischiare personaggi, fatti ambientazioni di due universi immaginari tra di loro. Ne sono stati fatti tanti, sia in campo dei fumetti, dei cartoni animati, del cinema, e dei videogiochi.
La cosa che però da valore ad un crossover è la coerenza del rapporto dei due mondi che si incorciano. Naruto e One Piece possono fondersi in maniera anche ragionevole, come anche gli alien e i predator. Ma gli eroi DC (batman, superman, wonder woman ecc…) con quelli di Mortal Kombat (Scoprion, Sub Zero, Shang Stung, Johnny Cage…) sembra essere un po’ stramba come cosa.
Mortal Kombat Vs DC sarà essere un picchiaduro sullo stile di Mortal Kombat armageddon ma con in più la presenza dei personaggi famosi dei rispettivi universi.
Beh, daltra parte anche il famoso Capcom Vs Marvel non era proprio il massimo della coerenza, ma la serie di videogiochi in questione funzionava. Pero questa serie era prodotta da capcom, che in materia di picchiaduro è sicuramente più progredita di Midway.
Beh staremo a vedere.
martedì 1 aprile 2008
E' un Mondo Libero...
Il film si apre con una secca sequenza di colloqui di lavoro, di volti, di storie che Loach, con il suo stile diretto, con il suo sguardo indagatore, trasforma in una finestra su un mondo troppe volte dimenticato: quello dell’immigrazione.
Immediatamente dopo, inizia a raccontarci una delle sue abituali storie intime ma terribilmente iperreali, tenendo la macchina da presa sul suo personaggio Angie ad una distanza tale da rimanerne estremamente vicino, senza mai violarne intimità. Ed e’ proprio da questo racconto che vediamo fondersi i due mondi dell’immigrazione e del lavoro: il mondo libero del nuovo millennio.
Un mondo così libero dove le regole non sono più scritte ma aleggiano nell’aria e sta ai singoli individui percepirle e rispettarle. Ovviamente Angie le capirà troppo tardi. La sua è una storia di solitudine, di una di una graduale perdita di umanità, dapprima nei confronti dell’amica e dei membri della sua stessa famiglia, successivamente verso quel microcosmo di persone a cui freddamente dà lavoro.
E’ questo mercato che trasforma i singoli individui in merce, in consumo, sfruttandoli al massimo e buttandoli via quando non sono più utili o efficienti. La nostra protagonista è al contempo strumento e vittima di questo meccanismo, cosa che la rende terribilmente vicina alla nostra realtà e alle nostre esperienze.
il ritratto di Loach rimane lucido e reale, senza sbavature o barocchismi, la macchina da presa, invisibile, scivola sulle vite sospese, sulle storie e sulle strade dei quartieri bassi di una Londra tanto glaciale da sembrare un’anonima città occidentale ricca di false promesse e celate ingiustizie.
giovedì 20 marzo 2008
Simpatico Rompicoglioni Anarchico e Sadico
I tenente colombo è un’anarchico. In ogni episodio gli assassini sono sempre degli intellettuali, dei borghesi, gente che sembra non avere di meglio da fare che architettare piani di omicidio assurdi per assurde vendette che si trascinano da decenni, quasi come se lo facessero più per ammazzare il tempo che persone.
Colombo non è come loro o meglio può essere come loro ma lo rifiuta categoricamente, si comporta in maniera distratta, disordinata, non obbedisce alla loro logica, alle loro regole, le infrange e poi le scombina. Martella e confonde questi borghesi falsi ipocriti e assassini, li disprezza anche se sa che cosa li spinge, rompe loro irrimediabilmente i coglioni perché è questo che si meritano.
Lo si vede già dal suo modo di porsi: impermeabile inzaccherato e occhi strabici, una sorta di travestimento che confonde chi gli sta davanti, facendogli pensare che lui sia un fricchettone, una persona distratta e assente che vive nel suo mondo, mentre invece ha già capito tutto dal primo sguardo e li sta prendendo per il culo.
Se gli assassini si divertono inventando assurdi piani, lui si diverte a prenderli assurdamente per i fondelli, illudendoli di essersi salvati per poi infinocchiarli all’ultimo istante. E’ questo giochino sadico che rende il tenente colombo divertente, infatti noi spettatori sappiamo già chi è il colpevole, sappiamo già il suo piano cosa voleva ottenere e come lo ha ottenuto, il nostro divertimento deriva solo ed esclusivamente dal vedere quell’amabile scassaballe del tenente mentre demolisce piano piano tutto ciò in cui l’ipocrita assassino credeva ciecamente.
Il tenente è fuori dagli schemi, ma questo non vuol dire che non li conosca e gli capisca, anzi li conosce e gli capisce meglio di chi ci sta dentro. Il tenente è figlio della logica, della verità che schiaccia il colpevole.
domenica 24 febbraio 2008
Caos Bianco
Ogni tanto nella vita arriva un momento dove bisogna (o si è costretti dalle circostanze) fermarsi un attimo. In quel attimo il tempo poi sembra congelarsi, e allora si inizia ri mescolare le carte della propria esistenza.
Si rimescolano luoghi, persone, ricordi Gli amici e i parenti riappaiono nel mazzo così dal nulla. Si pescano nuove carte, si trovano nuovi luoghi, si riscoprono quelle piccole cose che mai si era notato prima.
In questo caso abbiamo anche un'epifania, come vedere il rito quotidiano dei genitori che si ricongiungono ai figli all'uscita da scuola.
L'universo che prima si era congelato per un attimo si rianima piano piano. Si attraversano le crisi, si riscoprono valori, e si riallacciano i rapporti con le persone e con la vita stessa. Alcuni si rafforzano, altri si perdono nel nulla.
E' così, è un piccolo caos, ma calmo. Dove trovano spazio anche gli sfoghi immensamente catartici come i sogni erotici.
Un punto dove fermarsi per poi ricominciare.
giovedì 14 febbraio 2008
martedì 12 febbraio 2008
Nelle Terre Selvagge
Spingersi al confine ed andare oltre. Ormai l'occhio del cinema va oltre l'umano e il suo essere.
Alex rinasce cresce matura muore e si dissolve nella natura. Un viaggio raccontato e seguito da quell'occhio iper-realista che è l'obbiettivo.
Alex vuole l'Alaska non perché è un luogo lontano, ma perché è il luogo che è dentro di lui, un luogo che è sempre stato dentro di lui, il più lontano ma allo stesso tempo più vicino.
Le terre selvagge, lontano dalla ideologia consumistica, dalla civiltà iper-organizzata inquadrata e ipocrita (incarnata dai genitori), sono un luogo mistico e magico. Un luogo dove la vita riprende, ha un sapore nuovo e vero.
Le terre selvagge sono la verità.
Ma sono anche un luogo che non perdona, che lascia da soli. Alex è una viaggiatore, una sorta di figura cirstologica che illumina e si lascia illuminare chiunque e da chiunque incontra. Ma si spinge troppo al di la di se stesso. Non si accorge che la vera felicità della vita non è solo ed esclusivamente dentro se stessi.
La verità è anche qualcosa che si costruisce assieme agli altri, nei rapporti con esseri umani e non solo con la natura.
Per questo la verità lo punisce e gli impedisce di tornare.
sabato 1 dicembre 2007
La leggenda della nausea di Beowulf
Boh, c’è qualcosa di sbagliato in quello che vedo.
Il film inizia subito con carrellate che mi fanno venire la nausea, poi entra in scena un pupazzo nudo che sembra Antony Hopkins, oppure è Anthony Hopkins che fa di tutto per assomigliare ad un pupazzo, non so…
Poi arriva anche il pupazzo/uomo di John Malkovich, poi altre carrellate da nausea sopra una sala piena di altri pupazzi bifolchi che bevono e vomitano (o fanno finta di bere e vomitare?), e in fine arriva il pupazzo di un mostro (o è un mostro che fa finta di essere un pupazzo?), che si spupazza tutti gli altri pupazzi e lancia grida assordanti…
…ma io sto male. Sto male perché a Robert Zemeckis voglio bene. Perché da bravo fan hoolywoodiano e post-Tarantinano ho amato Roger Rabbit e Ritorno al Futuro, ma non riesco a capire il senso di questo Beowulf!
Non riesco a capire perché sforzarsi tanto di fare un film di animazione usando attori ricalcati in tutto per tutto. Non si faceva prima a riprenderli dal vivo con il caro e vecchio sfondo verde?
300 anche se esageratamente machistatestorenosteratopompatoingorantefascista era molto, ma molto più digeribile di questa accozzaglia di pixel che tentano disperatamente di assomigliare a qualcosa di reale (oppure delle cose reali che tentano disperatamente di sembrare finte) senza riuscirci.
Ne carne ne pesce. Ratatoulle, che tanto il mio amico snobba perché è “per bambini”, ha una qualità di animazione, un’espressività dei personaggi (finiti per carità, ma espressivi) che questi pupazzi non potranno mai avere.
Tutte le scene della prima parte mi recano danno: Dalla distruzione delle orecchie palpitanti del Mostrone (povero Grendel!), alla scena topica della pupazza/topa di Angelina Jolie che scioglie con un tocco la spada (simbolo fallico) dell’eroe in sperma sbrodolante.
Per fortuna nella seconda parte (quella sulla vecchiaia e saggezza di Beowulf) il film si da una calmata rallentando un po’ il ritmo, quindi, le nauseanti scene d’azione si fanno più rare e rendono un po’ più digeribile il tutto. Ma qui il merito è della sceneggiature (tratta da uno dei più grossi poemi di sempre) non della CG.
giovedì 22 novembre 2007
Il Blocco dello scrittore
I pensieri mi si affannano nella mente, si ammassano uno sopra l’altro, si spingono, litigano, si insultano…
Sento che vogliono uscire, ma non riesco a capire come farli uscire.
Creare immaginare diventano azioni difficilissime. Comunicare le proprie paure, non riesco a farlo neanche con me stesso.
Il senso della vita. Devo combattere per capirlo.
Ma ne esco sconfitto. Almeno per adesso.
Dare un senso alle cose che faccio, cercarlo in quello che ho lasciato dietro, guardarmi le spalle o guardare in avanti?
So che non riesco a scrivere, ma so anche che io non sono così.
sabato 29 settembre 2007
Piano Solo
Se hai un talento preparati a sentirti solo
Se hai un talento ricordati che nella tua vita sarai sempre circondato da persone che faticheranno a capirti.
Se fai fatica a esplorare il tuo mondo interiore stai sicuro che ogni singolo momento di felicità sarà una grossa conquista.
I nostri ricordi ci comandano e determinano quello che siamo, i rapporti che abbiamo con le persone più care, il nostro lavoro le nostre passioni, l’intera nostra vita.
In una stanza buia di un cinema ho imparato anche questo.
Che non ci sia una via di salvezza non ci credo, ma persone che soffrono nel mondo ce ne sono tante e lo fanno per tanti motivi.
A me è capitato spesso di soffrire per questioni “Interne” e un po’ capita anche adesso, ogni tanto.
Poso capire, ma mi rifiuto di arrendermi agli orrori che la mia mente può produrre.
Arrendersi vuol dire soccombere alla pazzia.
E’ triste vedere storie di questo genere, ma esistono e noi dalla tristezza non possiamo fuggire.
A parte questi deliranti discorsi, il film è bello e meriterebbe anche solo per la scena dell’esame di musica collocata all’inizio del film.
Esempio lampante di PURO CINEMA!
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